Visualizzazione post con etichetta Io di notte o guardo film o disegno o scrivo o studio o mangio. Mostra tutti i post
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venerdì 23 novembre 2012

Un lavoro duro traslocare.

E dopo 2 anni, cambio casa.
Avrei fatto a meno perché io mi affeziono ai soppalchi e soprattutto perché ho tantissima roba da traslocare, però, devo andare. In effetti ancora non so dove.
Oggi ho fatto le pulizie e mentre cantavo Paolo Conte pensavo che era l'ultima volta che avrei passato lo straccio su questo bidet (come immagine mi rendo conto che non sia bellissima, ma tant'è...)

mercoledì 12 settembre 2012

martedì 14 agosto 2012

Noir

Quando non esco guardo programmi noir.
Stasera guarderò un programma noir.

venerdì 3 agosto 2012

La mia giornata tipo.






proiezioni

Il corso magistrale che sto facendo in Accademia a me piace molto. Mi piace l'idea di poter andar andare un giorno a dirigere gallerie o anche solo lavorarci. Organizzare e allestire spazi espositivi, lavorare all'interno di un museo, avere contatti con artisti e mercenari, festeggiare ai vernissage e cercare di vivere all'interno del sistema dell'arte oltre che lavorarci e invecchiarci mi piacerebbe davvero davvero un sacco.
Io a sessant'anni vorrei essere più o meno così.


sabato 28 luglio 2012


Quando l'ho vista la prima volta me ne sono innamorata. Piccola, bella e bianca (bianca perché in limited edition) in una vetrina online. Poi è diventato il regalo di Natale del mio ragazzo che, poverino, asseconda sempre le mie chiacchiere e i miei desideri che hanno la fotografia come protagonista (grazie soprattutto per la pazienza, amore). L'ho sognata per giorni prima che arrivasse. Giorni, davvero.
Poi un bel giorno era lì. Nella sua scatola Lomography. Era proprio così, era proprio piccola, bella e bianca.
Il primo rullino è stato una Kodak EliteChrome. Ho scattato solo in un formato (con la Diana mini il bello è quello, che ha un formato 24x17 e uno 24x24 e che puoi scegliere quando e quale formato adoperare, anche a rullino iniziato. Se si dovesse inceppare il rullino al cambio formato, basta premere il pulsante di scatto e far avanzare come di consueto) ed è durato tantiiiissimo, considerando anche che ero senza flash (e che è bene non scattare di sera senza flash con la piccola) e che non sempre era con me nelle ore diurne.
E' leggerissima, e davvero minuscola. Poi facilissima da usare: il disegnino di un sole e di una nuvola indica quale apertura del diaframma usare (F/11 sole- F/8 nuvoloso quindi basta che alziate gli occhi al cielo per vedere cosa scegliere). C'è poi da scegliere la velocità dell'otturatore. N o B. N è quella che consiglierei sempre, perché la B (bulb) è indicata per lunghe esposizioni e c'è quindi sempre bisogno di un treppiede per scattare in quella modalità.
Infine, c'è da scegliere la messa a fuoco: 0.6m, 1-2m, 2-4m, 4-infinito m. Di solito vado a puro intuito in base a quanto il soggetto da immortalare mi sembri vicino o distante. Il rischio di scattare ad istinto può essere che non sempre venga messo ben a fuoco, però tra i punti chiavi della filosofia lomo è anche il "non pensare e scatta" quindi la fotografia può essere perfetta anche con i suoi difetti.
Ora è qui, e ogni volta che la vedo sorrido.
Perché rappresenta un Natale speciale, perché è adorabile, perché fa fotografie che fanno un baffo a Photoshop e Instagram.
Perché è qui, ed è bellissima.

mercoledì 25 luglio 2012


Sono in PugliaPugliaPuglia dove la notte è fondafondafonda e se c'è una cosa che mi manca guardare, non è tanto la cupola del Brunelleschi quanto il ripiano della libreria di camera mia. Un ripiano che prima o poi saranno due e poi tre e poi cento, tutti pieni di loro.
Buone vacanze anche a voi, piccole mie.

domenica 22 luglio 2012

domenica 25 dicembre 2011

Natale Duemilaundici.

Il cazzo di pomeriggio del venticinque dicembre.
Ommiodddio.
E' ancora festa iuppidù, hai fatto il pranzo con i familiari che durante l'anno eviti e coi quali c'hai pensato due volte ad accettarli anche su Facebook; c'hai pensato meno quando hai aggiunto un tizio dal nome illeggibile di uno sperduto paese dell'Iran, i bambini hanno aperto i loro regali e hanno finito di chiedere ai genitori di montare il giocattolo chiesto in dono, e.
E basta, perché sono le diocristo di quattro di pomeriggio di Natale, non c'è nessuno con cui cazzeggiare perché sono tutti felici con le famiglie felici, uscire pare brutto anche perché devi finire il dodicesimo primo e mancano ancora i trenta secondi e trentotto tipi di dolci e se esci sai che dopo due metri avrai la follia omicida verso chi fa gli auguri, anche se non li fanno a te.
Fuori è grigio, sui contrinfissi ci sono le goccioline e sul tavolo c'è la tovaglia rossa coi resti delle mandorle e di quei cazzo di brillantini sbrilluccicosi che ti si appiccicano ovunque e che riuscirai a toglierli tutti per il prossimo Natale solo se sarai fortunato. 
Qualunque cosa viene rovinata dal fatto che son le quattro di pomeriggio di Natale, perfino novecento canali di digitale terrestre trasmettono cose adatte alle quattro di pomeriggio di Natale.
Quindi tu sei là, seduto, a pensare e a non sapere che cazzo fare, a maledire il fatto che sono le quattro di pomeriggio di Natale e desiderare la morte, salvo poi ripensarci perché sei una brutta persona e con ogni probabilità finiresti all'inferno.
E con il culo che hai, l'inferno è un cazzo di posto in cui sono le quattro di pomeriggio di Natale sempre.
Però, nonostante questa acidità di fondo devo essere stata proprio una prava pampina, perché quest'anno ho ricevuto regali stupendissimi.
Ho ricevuto sogni, emozioni, sorrisi e progetti, ovvero una Polaroid e degli acquerelli.





martedì 28 giugno 2011

E quindi ho finito!

Un mese colmo, colmissimo di cose.
Non ho scritto nulla e quando avevo voglia, facevo altro, tipo sognare.
C'è stato un momento in cui ho pensato che non ce l'avrei mai fatta, che davvero ci fosse una strana congiunzione astrale che mi impediva di essere fiduciosa e felice. Sembrava che tutto fosse boicottato, tutto contro di me e questa mi faceva affrontare le mattine con le pinze ma con la faccia incazzata.
Poi c'è stato un momento in cui ce l'avrei fatta. Ce l'avrei fatta a dare sette esami in quattro giorni. Tra momenti di nervosismo e momento di ottimismo.
Ora sono qui e oggi ho dato il mio ultimo esame della triennale. Ultimo. Ultimo esame della triennale. Mi fa strano dirlo, mi sembra una bugia, mi sembra che domani ne ho un altro da preparare. E mi fa strano dover consegnare il mio libretto, mi ci ero affezionata anche se la copertina è sbiadita e la costolina un po' sdrucita, anche se quella foto accanto la matricola non sono più io, da un po'.
Adesso, felice, vado a disegnare cose da non impacchettare per revisioni, vado a leggere cose da non dire a un orale.
Mi fa strano, ma sono felice.

giovedì 2 giugno 2011

Because the night.

HO
FINITO
LA
MIA
FOTTUTISSIMA
TESI
!
Settanta pagine che traboccano di enunciati filmici, di unità aristoteliche di tempo, luogo e azione, di critica francese e recensioni di film che erano nati per i circoli universitari anni Settanta e che solo Ghezzi adesso manda in onda, di notte, con Patti Smith che annuncia la bellezza segreta di linguaggi ormai perduti.

Sono quasi le tre ed è tardissimo ma non ho resitito a fare un disegnino minchia (uscito male ma l'ho fatto in cinque minutiiiii!) che rappresenti la vittoria di questa notte!